lunedì 22 maggio 2017

Wassily Kandinsky: i colori come suoni

Wassily Kandinsky, pittore russo, nato a Mosca nel 1866 e morto a Neuilly-sur-Seine nel 1944, viene ricordato soprattutto per il suo contributo nell'arte astratta (per vedere sue opere, andate pure su Artsy), ma non solo.
Il colore, usato nella loro forma pura, ha assunto un carattere particolare.


Nel 1911, dopo aver ascoltato a Monaco il Quartetto di archi n°2 di Arnold Schönberg, Kandinsky realizza il dipinto, la trasposizione grafica di ciò che ha sentito.






Impression III (Concerto)




I colori come suoni, la vista e l'udito insieme, in una parola sinestesia
Sinestesia, etimologicamente "percezione, sensazione simultanea", è una condizione neurologica dove la stimolazione di un senso porta automaticamente e involontariamente a sperimentare ad un'altra linea sensoriale. Questa condizione è estranea al pensiero perché si verifica con l'esperienza che con l'immaginazione. Un altro possibile fattore che può causare la sinestesia è la neurochimica. I neuroni comunicano tra di loro e il resto del corpo attraverso i neurotrasmettitori. Così è possibile che in un cervello sinesteta, i neurotrasmettitori di una sezione incrocino altri sentieri e non hanno gli inibitori a tenerli bilanciati (traduzione di un frammento di questo video dove c'è anche l'esperienza di una ragazza)

Per Kandinsky ogni strumento ha una qualità sua che lo contraddistingue e quindi per lui erano associati specifici colori che potete trovare qui.
Ma non solo i colori. Anche le forme, con la loro densità, con la presenza di angoli, linee e curve assumono il ruolo degli strumenti musicali (qui)
Che cosa vuol dire essere sinestetici? Come si può far capire agli altri che non lo sono?
Su Youtube ho visto che ci sono alcuni video che tentano di essere delle visualizzazioni di come, in questo caso la connessione colori e suoni, vedono la musica ma a quanto leggo dai commenti, tutto ciò, come questo video, non è accurato.
Tenuto conto che le persone sinesteti hanno differenti reazioni, bisogna anche sottolineare il fatto che se una nota la si percepisce in un determinato colore, sarà così anche tutte le volte che si sentirà quel suono. E per stesso colore intendo anche quella specifica tonalità: per esempio se una nota la si percepisce di rosso cremisi, non sarà mai un rosso scarlatto.

Tutto ciò è valido anche per le altre associazioni per esempio colori e numeri, sapori e colori
Quindi è sempre meglio affidarsi alle parole di chi è sinesteta e non solo perché le parole non sono tutto
Ecco l'esperienza di Melissa McCracken, pittrice sinesteta, raccontata da lei (qui invece in un post)





Se volete scoprire di essere sinesteti, non solo nel campo cromatico-sonoro, ecco il test tratto da Synesthete.org (è in inglese, ma c'è anche in italiano tra le lingue che si possono scegliere)
E se non lo si è, possiamo appoggiarci all'arte per percepire la realtà in maniera differente, per poterla esplorare nella sua pienezza o quasi..

2 commenti:

  1. Ho bei ricordi su Kandinsky, è stato uno dei primi pittori che ho apprezzato.
    Ottimo post

    RispondiElimina

Grazie per i commenti

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